Colony Capital


La Costa Smeralda Cambia Proprietario Barrack Ha Offerto 300 Milioni di Euro

January 13, 2003 — DAL NOSTRO INVIATO

PORTO CERVO - Il miliardario americano Tom Barrack ha firmato un preliminare d’acquisto della Costa Smeralda: 300 milioni di euro e i 4 alberghi di lusso, un campo da golf, ristoranti, esercizi commerciali, l’approdo di Porto Cervo e 2.400 ettari di terreni sul mare passeranno dalla Starwood alla Colony Capital, fondo d’investimento dell’uomo d’affari di origine libanese. Un colpo a sorpresa, che sembra tagliare fuori società e imprenditori di primo piano interessati al business turistico creato negli anni ’60 dall’Aga Khan: Pirelli Real Estate, Renato Soru, Diego Della Valle, Leonardo Del Vecchio, i fratelli Merloni e un gruppo veneto-sardo composto dalle famiglie Tabacchi, De Rigo, Loi e Corbeddu. E proprio quando la cordata veneto-sarda, che aveva una trattativa in esclusiva, ha cominciato a sfaldarsi per veti politici e perplessità delle banche finanziatrici, Barrack si è fatto avanti. La scorsa estate aveva assicurato: «Se acquisterò io, niente colate di cemento; la Costa Smeralda si svilupperà in continuità con l’Aga Khan». E aveva contattato alcuni degli uomini che per conto del principe Karim avevano progettato il Masterplan, fra i quali l’architetto Enzo Satta.

Il preliminare d’acquisto prevede che la Colony Capital acquisisca direttamente alberghi, golf, ristoranti, porto ed esercizi commerciali, mentre per i terreni verrà costituita una nuova società: Barrack avrà il 51 per cento, con diritto di prelazione sul 49 che rimarrà alla Starwood, la quale avrà anche la gestione degli alberghi per i prossimi 12 anni. Barrack si è riservato tre mesi di tempo per firmare l’atto di acquisto definitivo; i punti da definire riguardano il prezzo (che potrebbe oscillare fra i 290 e i 320 milioni), i criteri di valutazione del 49 per cento che Starwood manterrà e il canone annuale che la Colony Capital riceverà da Starwood, un 7-10 per cento sul valore degli alberghi corretto con un parametro sugli utili di Starwood.

La svolta il 6 gennaio: il miliardario è piombato a Olbia sul suo jet personale. Poi è ritornato a New York e ha incontrato Barry Sterlicht, presidente della Starwood. Punto cruciale i 2.400 ettari, il «tesoro» della Costa Smeralda, il litorale fra Cala di Volpe e Portisco. L’Aga Khan voleva costruirci alberghi e villaggi, quasi 2 milioni di metri cubi: ma non ottenne mai le concessioni edilizie e fu costretto a vendere tutto alla Sheraton, poi assorbita da Starwood.
Quanto valutare i terreni? Oggi pochissimo, non si può costruire. Domani chissà, dipende dalla Regione Sarda e dai comuni di Arzachena e Olbia; e Barrack ha in mano buone carte politiche, vanta l’amicizia del presidente americano George Bush e del premier Silvio Berlusconi (gli ha venduto a Portorotondo 40 ettari adiacenti a villa Certosa, sui quali è nato il grande parco con laghetto), ha il favore del presidente della Regione Mauro Pili (Forza Italia), che ha sconfessato la finanziaria regionale Sfirs schierata a fianco della cordata veneto-sarda, ottenendone il disimpegno. Ma gli altri imprenditori non hanno rinunciato.

Sul piano politico è scontro aperto: Pili è contestato anche da esponenti del centro destra e governa con una maggioranza risicata. Barrack ha quasi vinto, ma la guerra per la Costa Smeralda non è finita.
Alberto Pinna



COSTA SMERALDA, BARRACK OGGI UFFICIALIZZA L’ACCORDO

January 13, 2003

OLBIA. Smaltita la sbornia (di felicità) per la firma apposta sabato sull’atto che gli consegna la Costa Smeralda, Thomas J. Barrack, Tom per gli amici, insiste nella linea del silenzio. Arrivare a lui, non è mai stato facile, ma anche chi potrebbe parlare ha l’ordine di tacere. Il riserbo (comprensibile) non durerà molto, però: oggi la notizia diventerà ufficiale e la data del 13 gennaio 2003 dovrà essere annotata sull’agenda come quella di un’altra svolta nella lunga storia di questo lembo di Sardegna fatto conoscere al mondo dall’Aga Khan.
E’ assai probabile che la "Colony Capital" (il fondo americano di Tom Barrack dotato di otto miliardi di dollari) decida di diffondere in giornata un comunicato nel quale verranno illustrati tutti i dettagli dell’accordo raggiunto tra il cinquantaquattrenne uomo d’affari di origini libanesi e il presidente della Starwood Barry Sterlicht.

Dalla nota (o da un’eventuale conferenza stampa) si capirà se e in quale modo verranno scisse le proprietà della Costa Smeralda. Da un lato, ci sono gli alberghi (Cala di Volpe, Pitrizza, Cervo e Romazzino) più la Marina, il cantiere navale e il Pevero Golf Club; dall’altro i 2400 ettari di terreno sui quali dovrebbe essere presentato un progetto di sviluppo integrato, dopo il naufragio del Masterplan targato Karim e degli elaborati presentati a suo tempo dalla Starwood.
Sul primo punto, non c’è mai stata discussione nel senso che alla Starwood interessava cedere gli immmobili per far cassa: i soldi servono alla multinazionale per saldare entro il 2003 alcune pendenze pari a 500 milioni di dollari.

C’è però da risolvere l’aspetto della gestione. L’ipotesi che la Starwood continui a mantenerla per una dozzina d’anni non piace molto a Tom Barrack che ha sempre cercato di ridurre il periodo.

Sui terreni, la partita è più complicata. Secondo le ultime indiscrezioni, pare che le parti trattassero sulla costituzione di una società ad hoc, alla quale conferire i 2400 ettari. Con un impegno però: che la maggioranza del pacchetto azionario rimanesse nelle mani dell’acquirente, con una quota di minoranza (da quantificare) a favore della società di Sterlicht.

Su questo punto, la Starwood avrebbe preteso di fissare fin da oggi, nel preliminare di vendita, il prezzo da pagare in caso di cessione della quota minoritaria nel momento in cui quei terreni fossero valorizzati con un Accordo di programma. Accordo che, per essere realizzato, dovrà essere approvato dal consiglio regionale e dai comuni di Arzachena e Olbia.

Per il resto si tratta di dettagli sui quali non è mai esistito un contenzioso.



UN AMI DU PRÉSIDENT AMÉRICAIN EN PASSE D’ACHETER LA CÔTE D’EMERAUDE

January 13, 2003

ROME, 13 jan (AFP) - La côte d’Emeraude en Sardaigne, lieu de villégiature
favori de la jet set, va passer aux mains du milliardaire américain Tom
Barrack, ami du président George W. Bush, a rapporté lundi la presse italienne.

Un accord préliminaire de vente a été conclu entre l’homme d’affaires d’origine libanaise et la chaîne hôtelière de luxe Starwood, selon la même source.

Quatre hôtels de luxe, un golf, des boutiques et le port de plaisance de Porto Cervo font partie du lot, qui comprend aussi et surtout 2.400 hectares de terrain, objet de spéculations immobilières récurrentes.

Un quotidien sarde, La nuova Sardegna, a précisé M. Barrack cherche à obtenir l’accord des autorités locales pour rendre constructible ce coin denature, réputé pour la beauté de ses plages baignées par les eaux turquoises de la Méditerranée.

Le financier américain devrait pouvoir compter sur l’entregent du chef du gouvernement italien Silvio Berlusconi, avec lequel il est aussi en très bons termes.

M. Berlusconi lui-même possède une villa sur la côte d’Emeraude à Porto Rotondo, où il reçoit régulièrement ses hôtes étrangers, et son parti, Forza Italia, est à la tête de la Région, souligne le Corriere della Sera.

L’accord trouvé par Starwood et Colony Capital, la société de Tom Barrack, met hors de la course au moins six autres prétendants, hommes d’affaires ou consortium italiens.

M. Barrack a trois mois pour finaliser la transaction qui porte, selon le Corriere, sur un montant de 290 à 320 millions d’euros.

Les fameux 2.400 hectares de terrain deviendraient propriété d’une société commune, contrôlée à 51% par le financier et à 49% par la chaîne hôtelière.

La côte d’Emeraude doit son développement touristique à l’Aga Khan IV (Karim), le chef spirituel des ismaéliens.

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